Vini delle Ferie Estive: qualche provocazione.

Vini delle Ferie Estive: qualche provocazione.

Premessa.

Noi di Turás siamo un po’ estremi a volte, e anche dei viziosi. Le convenzioni ci vanno strette: leggerete qui alcune pratiche non necessariamente “di costume”, ma se ci piacciono beh, noi continuiamo a farle.

Per motivi culturali, gran parte delle persone abbandona i rossi d’estate in favore di bevande considerate più rinfrescanti; anche i rosati e i bianchi risentono di questa abitudine, anche se proporzionalmente meno. Sebbene l’Osservatorio Vinitaly ci conferma che quasi il 90% degli Italiani beve vino senza pensare alla stagione, sappiamo che le quantità diminuiscono durante l’estate. Il fatto è che la birra negli anni ha preso il sopravvento in fatto di marketing e di costume come bevanda alcolica estiva per il fatto che venga bevuta molto fredda (ricordiamo la celebre “frittatona di cipolle, famigliare di Peroni gelata e rutto libero”).

Ma i più inossidabili amanti del vino sanno come consumare questo prodotto al meglio anche nelle giornate più calde.

Iniziamo con la prima “provocazione”.

Pensiamo ai nostri nonni. In Emilia la cultura del “mès vén”, una parte di vino e una di acqua fresca, era la bibita dell’estate; nella variante rossa si diluivano lambrusco, acqua e limone per i contadini assetati nei campi. E noi vi assicuriamo che annacquare un bel bianco fermo importante risulta veramente un’esperienza antica, dissetante poco alcolica. Conoscete la nostra predilezione per i vini del territorio, come del territorio è questa usanza: una bella malvasia di candia naturale si presta perfettamente al servizio, perchè non spillata da un comodo bag in box?.

Vogliamo essere più mondani? Ricordando che l’estate da sempre rappresenta l’allegria, la voglia di evadere, libertà, divertimento, optiamo per scelte che richiamino queste caratteristiche: briosi, dinamici (bio), giovani e pieni di vitalità. Le nostre “bolle non convenzionali” sono perfette per queste occasioni

http://shop.turas.store/collections/vini-in-bottiglia

D’altronde anche i francesi hanno i Vin de Soif, vini da “bordo piscina”: agili, leggeri che fanno di bevibilità e la freschezza il cavallo di battaglia.

Non ci piacciono i metodi precisi, i codici standard: eccoci dunque con la seconda “provocazione”: il rosso come vino dell’estate? Perché no? Basta sapersi orientare.

1° accorgimento: pochi tannini, quindi vini mediamente poco allappanti e strutturati, di corpo medio/basso.

2° accorgimento: temperatura di servizio. Partiamo dal presupposto che il rosso non va mai servito a temperatura ambiente, ma di cantina (intorno ai 18°C), in estate possiamo scendere tra gli 11 e i 15°C. Certamente ideali vini come il Lambrusco per rimanere in zona e optare per un mosso, oppure un Pinot Nero poco strutturato, se amiamo i fermi. Perfetto per l’estate è la Schiava trentina (da noi disponibile anche sfuso della cantina Zanotelli), fruttato e leggero e ideale anche per i piatti di pesce. Proseguiamo con i rosati del Garda, come il nostro biologico della Cantina di Riva o con una chicca, il Rossese di Selvadolce, vino biodinamico ligure eccezionale anche nelle versioni più strutturate. Chiude la rassegna il Frappato, autoctono siciliano disponibile da Turás anche sfuso biologico.

3° accorgimento: calici non troppo ampi, per non disperdere il fresco.

Concludiamo con la terza “provocazione”, che farà storcere veramente il naso ai puristi: il ghiaccio nel vino.

Sì, perché per noi in certe circostanze il vino diventa una bibita.

Provate, e poi ci dite, coi vini giusti. Una bolla bianca locale come ad esempio un ortrugo, un rifermentato veneto come una garganega o una durella, oppure un lambrusco.

Poi, se ci dite che “non si fa”, e avete bisogno di sapere che qualche big ha sdoganato la cosa, vi diamo noi la notizia: Moët & Chandon lo fa con lo champagne.

Ricordate: il ghiaccio non annacqua il vino, ma mantiene viva la bollicina.

Dimenticate le convenzioni e fate ciò che più vi piace.

Ciao

Pranzi e grigliate, si riaprono le danze!

Pranzi e grigliate, si riaprono le danze!

La domenica successiva al primo plenilunio della stagione primaverile è il giorno di Pasqua, ed ogni anno cambia data. Tempo di pranzi, apertura della bella stagione e banchetti luculliani in compagnia all’aperto, specialmente con l’allentamento delle restrizioni che ben conosciamo.

Si inizia a pensare a quali piatti preparare, come presentarli… noi invece pensiamo prima al vino. Tanto lo sappiamo, a Pasqua o è tradizione, o è griglia.

Abbiamo pensato che quest’anno, almeno sul vino, si può cambiare e proporre qualcosa di diverso, di naturale e sostenibile: alla fine dei nostri pranzi saremo sazi, stracolmi, devastati come sempre: almeno però non avremo ingerito sostante artificiose e deleterie per l’organismo, niente mal di testa o bruciori di stomaco causati dal vino e avremo fatto del bene all’ambiente!
Il vino è da sempre simbolo di socialità, dello stare insieme e dell’allegria: perché rovinare tutto per non aver scelto bene??

Più che piatti, abbiamo voluto parlare di ingredienti in abbinamento ai nostri vini naturali.

Agnello o capretto

Saporita, tenace, potente, ecco gli aggettivi per questa tipologia di carne. Di vini per questo prodotto ce ne sono tanti, certamente il consiglio cade su un Montepulciano biologico della cantina Paride D’Angelo, disponibile sia in bottiglia che in Bag in Box o sfuso: un prodotto tradizionale con un brevissimo passaggio in legno. Anche il Syrah Bio di Valdibella, sebbene più rotondo, tira fuori il carattere speziato e si sposa alla perfezione

Piatti a base di Uova

Con le uova MAI il rosso, dicono.
In realtà, tutto dipende da come le cucini: noi siamo per i vini mossi, come l’Ortrugo della cantina Daturi o il Rosè a base merlot di Paolo B., specialmente se il tuorlo rimane crudo e c’è bisogno di “grattare” la patina oleosa che si crea sulla lingua. Se le uova sono fritte, serve un bianco aromatico come il nostro Gewurztraminer trentino sfuso o quello in bottiglia di Aldeno, prodotto biologico super. Quando il rosso? Se l’uovo è in camicia, basta non esagerare coi tannini ed affidarsi ad un Pinot Nero bio di Calatroni.

Piatti a base di Asparagi

Ortaggio tipicamente stagionale, l’asparago è considerato un nemico del vino. Forse con alcuni rossi, quelli più tannici, l’amaro di questo ingrediente si scontra davvero. Meglio evitare allora, e proporre un bel bianco strutturato, come un pinot bianco di Calatroni, un gewurztraminer o un bel riesling, disponibile sia fermo che rifermentato. Se passate da noi, ricordate di provare il nostro Pinot Macerato, anch’esso disponibile sfuso! O il vermentino naturale di Sa Defenza in Sardegna.

Uova di cioccolato

Qui va fatta una distinzione: se il cioccolato è al latte, tipico perché amato dai più piccini, allora serve serve un bianco fruttato, ricco, come la Malvasia di Candia tipica delle nostre colline, quella della Cantina Cerdelli, ad esempio.

Se il cioccolato è fondente, almeno 70% di cacao, allora serve un vino dolce che bilanci l’amarezza: un verduzzo per rimanere sul semplice, un Vin Santo DOC di Gambellara della cantina Marchetto se si vuole spingere sull’acceleratore: 18 mesi di botte in secondo passaggio, note di mango, papaia, cedro candito, albicocche sciroppate, poi toni iodati, minerali e fumè.

Per gli amanti del cioccolato bianco? Qui occorre una bolla, e il nostro consiglio cade certamente sul Pas Dosè di IoMazzucato, secco al punto giusto da sgrassare un prodotto come questo: ricordate solo di aspettare qualche minuto dopo averlo versato nel calice.

Mega-Grigliate Pasquali

Da Pasqua in poi, si sa, le grigliate iniziano a riempire tutti i giardini d’Italia.

Per le carni rosse è preferibile scegliere un vitigno che produca un vino strutturato con buon equilibrio di alcolicità e tannino. Validissimi esempi sono il nebbiolo, la barbera o il sangiovese.

Da Turàs trovi questi prodotti anche sfusi,  come i prodotti di Castellina in Chianti di Buondonno o vini della Valpolicella come quelli della cantina di Gnirega, tutti produttori che prediligono metodi naturali e rispettano l’ambiente.

La regola potrebbe essere questa: più aumenta la succulenza della carne (intesa come quantità di liquidi presenti in bocca dovuti alla salivazione durante la masticazione) più saranno necessari un tannino e un’alcolicità importanti nel vino.

Se le grigliate sono di pollame, dritti su un rosso scarico: la Schiava della Cantina Zanotelli della val di Cembra sembra creato apposta!

Per la carne di maiale la forte componente grassa può essere “ripulita” in bocca con vino frizzante, la Croatina è perfetta sia nella sua variante in purezza (leggi “Bonarda”) che nella sua variante tagliata con la barbera (leggi “Gutturnio”).

Per gli amanti della birra che dire… la BIRRA SFUSA nelle varianti HELLES, PILS e KELLER NON FILTRATA le trovate solo da Turàs, ma ricordate: PRENOTATELA con un WhatsApp al 3394506935 o chiamando lo 0521882561!

DA NOI L’ASSAGGIO è GRATUITO!